Focacciamo
La tovaglietta sul tavolo, dall’alto, in uso.
focacciamo/cover.jpgContesto
Focacciamo è una focacceria da circa 400 coperti al secondo piano del centro commerciale Maregrosso, a Messina. Formato a consumo libero, volumi alti, pubblico locale e familiare. Esisteva un logo, ma nessun sistema: né regole, né palette, né tono di voce.
Il problema
Un formato a consumo libero scivola da solo verso il linguaggio del discount: “all you can eat”, quantità, offerte. Comunicato così, Focacciamo sarebbe stato indistinguibile da qualsiasi altra formula illimitata — e un prodotto fatto a mano sarebbe passato per prodotto economico.
La decisione
Riposizionare il formato, non il prodotto.
La scelta fondativa è stata vietare l’espressione “all you can eat” in ogni contesto e sostituirla con “senza limiti”. Dice esattamente la stessa cosa sul piano dell’offerta, ma la colloca altrove: non l’abbondanza della catena, l’abbondanza della tavola siciliana.
Da lì è derivata tutta l’identità. La palette è costruita sui materiali del prodotto — Nero Forno, Bianco Tuma, Verde Scarola, Rosso Pomodoro — eliminando il giallo-arancione tipico del settore, che avrebbe riportato tutto verso il fast food. League Gothic per titoli e logo, un corsivo manoscritto per il payoff, lockup verticale con il simbolo dell’infinito sopra “senza limiti. sempre.”
E una regola precisa sul dialetto: poche espressioni approvate — sciala sciala, u megghiu pezzu, una fetta tira l’autra — una alla volta, mai come cifra stilistica. Il siciliano come condimento, non come costume. Avere un elenco chiuso di cosa si può dire è ciò che distingue un tono di voce da un’improvvisazione.
Mai
all you can eat
Sempre
senza limiti
Le uniche espressioni ammesse
- sciala sciala
- u megghiu pezzu
- una fetta tira l’autra
Il sistema
Un calendario mensile strutturato invece di post decisi giorno per giorno. Formati fissi per feed e storie, grafiche settimanali per le partite di Serie A, campagne stagionali e ricorrenze, tutto costruito su template modulari che cambiano contenuto ma non impianto.
Le convenzioni cambiano per canale: su Instagram testi sintetici e pochi hashtag, su Facebook più estesi e con link diretto, perché i due pubblici leggono in modo diverso.
Il punto non sono i singoli post. È che un ristorante da 400 coperti ha una macchina di comunicazione che parte ogni mese già impostata, invece di ricominciare da zero.
Applicazioni
La parte più estesa del progetto, e quella che tiene insieme il resto: la comunicazione di un ristorante vive più sul tavolo che sullo schermo.
Sul fisico: la tovaglietta da tavolo, che porta il menù completo e una sezione dedicata ai marchi partner — il pezzo più difficile, perché deve restare leggibile mentre si mangia; un espositore da tavolo per la sfida promozionale a tempo; banner, volantini con forme e pieghe non standard; il wrap per il veicolo delle consegne, con il claim “c’è focacciamo per te” sulle fiancate.
Sul digitale: una pagina che raccoglie in un unico link prenotazioni, delivery, asporto, promozioni, carta fedeltà e gift card. Risolve un problema concreto — un ristorante accumula link su piattaforme diverse, e il profilo social ne ospita uno solo.
L’insieme tiene il cliente dentro un percorso unico: dalla fiancata del furgone al tavolo, dal tavolo al profilo, dal profilo alla prenotazione.
Galleria
Colonna larga
focacciamo/01.jpgA tutta larghezza, verticale controllato
focacciamo/02.jpgA tutta larghezza
focacciamo/03.jpgGriglia di quadrati
focacciamo/04-1.jpgGriglia di quadrati
focacciamo/04-2.jpgGriglia di quadrati
focacciamo/04-3.jpgGriglia di quadrati
focacciamo/04-4.jpgGriglia di quadrati
focacciamo/04-5.jpgGriglia di quadrati
focacciamo/04-6.jpgColonna stretta
focacciamo/05.jpgColonna stretta, verticale
focacciamo/06.jpgProgetto successivo
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